casa Strozzi Sacrati
La villa è citata nei drammatici eventi del Tumulto dei Ciompi avvenuti in Firenze nel XIV secolo.
Un cancello, un lungo viale di pini bellissimi, un giardino circondato da meravigliose siepi di cipressi, d’una rara signorilità.
Ogni particolare, ogni pianta rivela una cura meticolosa, un senso di raffinatezza che si accentua nella sapienza con cui sono state scelte le conche delle perfette piante di limoni e nella maniera con cui sono potate le alte siepi che delimitano il geometrico e semplicissimo giardino fiorentino, un modello, forse il più perfetto modello che esista.
La grande villa cinquecentesca rievoca il palagio del trecento, ma ha subito nei secoli profonde trasformazioni.
Una sola delle torri è antica, l’altra fu costruita per ragioni di simmetria quando la villa fu ingrandita. Da sei secoli questa villa appartiene alla stessa famiglia.
Scipione Ammirato nel libro quattordicesimo delle sue storie fiorentine narrando gli avvenimenti del 1379 al tempo del tumulto dei Ciompi ricorda: “Essendo dunque Simone di Biagio corazzaio con un mazziere dei signori e sei lance a cavallo andato a fare prigione Mariano degli Albizzi a Rovezzano, avuto nuova che fosse a Querceto, là se ne andò, e scampatogli per l’uscio di dietro, fece nondimeno prigione Pietro degli Albizzi alle mulina, uomo di maggior importanza”.
Il fatto che questa villa nel 1427 era possesso dei figli di Carlo di Strozza degli Strozzi bandito per i medesimi motivi di Mariano degli Albizzi, che s’era rifugiato a Querceto, fa pensare che già nel 1379 gli Strozzi la possedessero.
Maddalena di Carlo di Strozza, moglie di Luchino Novello di Luchino Visconti, le cui nozze nel 1381 furono solennemente celebrate con una giostra sulla piazza di S. Croce, donò Querceto ai suoi nipoti Niccolò, Lorenzo, Uberto e Tito di Giovanni di Carlo Strozzi, che così lo descrissero al catasto del 1427: “Uno chasamento in chontado chon pozi, logia, corte, chasa da stalle, chon edifici da olio e da vino, chon un orto e con un pezetto di terra e chon chasa da lavoratore et forno posto nel popolo di S Martino a Melsola”.
Nel 1457 Querceto era di Pietro di Carlo Strozzi loro zio che l’aveva acquistato per non avere i suoi nipoti pagate le tasse.
Il primo rifacimento, quello che dette alla villa presso a poco l’aspetto che ha, ebbe luogo nella seconda metà del Cinquecento per opera del Conte Piero di Carlo di Andrea Strozzi.
I suoi discendenti possedettero Querceto per altri secoli fino a che la Contessa Anna ultima del suo ramo e moglie del Marchese Vincenzo Riccardi, la lasciò al figlio.
Nel 1871 alla morte del Marchese Carlo Riccardi Strozzi la bellissima villa fu ereditata dal ramo degli Strozzi di Mantova.









“…….Nel popolo di S. Michele a Rovezzano, si trova una villa che merita uno speciale ricordo.”
Villa il QUERCETO – Casa Strozzi – Sacrati.
Situata presso il torrente Mensola, fù già bella villa della Famiglia Tedaldi che la possedeva alla fine del XIV secolo.
Per eredità della madre Cassandra vedova di Muzio Tedaldi, passò ai primi del XVII secolo in Francesco Maria di Cosimo Dieciajiuti il quale la rivendè nel 1635 al Senatore Amerigo di Piero Strozzi. La Famiglia, che la possiede tutt’ora, la ridusse a casa colonica che però conserva tutt’ora l’antico carattere di villa.”
da ” Dintorni di Firenze” G.Carocci – giusta l’edizione Fiorentina 1906-07
Questa villa è legata ad un episodio del tumulto dei Ciompi del 1379, come ricorda Scipione Ammirato nel 14° libro delle sue Storie Fiorentine : “….Essendo dunque Simone di Biagio corazzaio con un mazziere dei Signori e sei lance a cavallo, andato a far prigione Mariano degli Albizi a Rovezzano, avuta nuova che fosse a Querceto, là se ni andò e scampatogli per l’uscio di dietro fece non di meno prigione Pietro degli Albizi alle Mulina, uomo di maggiore importanza.”
da ” Le strade di Firenze ” P.Bargellini
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